Luigi Riva ha diciotto anni quando lascia Leggiuno, sulla sponda magra del lago Maggiore, per la Sardegna. Orfano di entrambi i genitori, ha conosciuto la povertà e la fame, gli anni duri del collegio, la vena nera del dolore. Del Cagliari sa poco e dell’isola ancora meno. Sogna il grande calcio del Nord, magari l’Inter che tifava da bambino, ma sale su un aereo e va incontro alla vita che non avrebbe mai immaginato di volere. Cagliari è bella: bianca di pietra calcarea, abbagliata dal sole di un autunno mite. Qui quel ragazzo taciturno diventerà Gigi Riva, l’eroe perfetto di un calcio che ancora vive nei racconti dei cantastorie. Il suo sinistro fa paura, Gianni Brera lo battezza Rombo di Tuono. In azzurro stabilisce un record che nessuno ha ancora superato; nel 1970 conduce il Cagliari a uno scudetto che pareva impossibile, alla vittoria di una squadra che diventa il riscatto di un’isola. A quel punto potrebbe avere tutto: le grandi società se lo contendono, ma Riva sceglie di restare. In quella terra battuta dal vento e dal mare, da cui all’inizio voleva solo scappare, ha trovato un luogo in cui il talento può bastare, dove un uomo può spendere tutto sé stesso nella ricerca del gesto perfetto. Paolo Piras racconta la parabola del campione che «cantato come eroe, si fece eroe vero, conservando anche fuori dal campo la stessa lealtà che pretendeva da sé quando giocava. Non imparò mai l’arte delle finte e dei compromessi, né volle farlo. Un’anima pura, un cuore sincero: un hombre vertical.
Cod: 9791255023135




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