Città del Capo, 18 giugno 1995. Semifinale della Coppa del mondo di rugby, Nuova Zelanda- Inghilterra. Sono passati poco più di due minuti dal calcio d’inizio quando Jonah Lomu riceve il pallone a trentacinque metri dalla meta e comincia a correre. Gli bastano venticinque passi e sette secondi. Tony Underwood prova a fermarlo e viene respinto, Will Carling riesce appena a sfiorarlo. Davanti a Lomu rimane solo Mike Catt. Jonah gli corre incontro, lo travolge e schiaccia il pallone oltre la linea. Segnerà altre tre volte quella sera e il rugby, dopo di lui, non sarà più lo stesso. Lomu ha vent’anni, indossa la maglia nera della Nuova Zelanda e sembra costruito per uno sport che ancora non esiste come lo conosciamo oggi. È cresciuto a South Auckland, dove da ragazzo ha rischiato di perdersi nella violenza. Il rugby gli offre una via d’uscita e lui diventa il volto più riconoscibile del rugby. Con gli All Blacks trasforma ogni corsa in un assalto e ogni difesa in una linea da travolgere. Ma, proprio mentre il mondo lo crede invincibile, il corpo comincia a tradirlo. Una grave malattia renale accompagna gli anni della gloria e trasforma la sua vita in una battaglia molto più difficile di quelle combattute sul campo. Marco Pastonesi racconta Jonah Lomu tornando agli albori del rugby e seguendo le tracce lasciate dall’uomo che ne ha cambiato per sempre la Storia. Da quei venticinque passi di Città del Capo emerge il ritratto di un gigante che sembrava impossibile da abbattere e che proprio nella sua vulnerabilità avrebbe mostrato indicibile grandezza.
Cod: 9791255023128





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