Ayrton Senna correva come se il limite esistesse soltanto per essere superato, amava il rischio e lo cercava. Alain Prost preferiva il ragionamento alla forza. Uno era Magic, l’altro il Professore. Nel 1988 si ritrovano insieme alla McLaren. In quella stagione vincono quindici Gran Premi su sedici e instaurano una rivalità tanto feroce da diventare termine di paragone per tutte le sfide sportive. Dividere lo stesso box è impossibile: ogni gara si trasforma in una resa dei conti, mentre il titolo mondiale diventa una questione personale. La loro sfida ormai travalica la pista. Si accusano davanti ai giornalisti, smettono di parlarsi, arrivano a disprezzarsi: una battaglia senza limiti. Umberto Zapelloni ha seguito quegli anni da vicino, quando bastava aspettare fuori da un box con un taccuino in mano per incontrare i più grandi piloti del mondo. Oggi torna a quella rivalità e ai due uomini che l’hanno resa leggendaria. Forse l’ultima frase di Ayrton, quel famoso «Alain mi manchi, gridato al mondo mentre guidava la sua Williams a Imola, racconta la loro storia meglio di ogni altra cosa. Da soli non sarebbero mai stati così grandi, perché nessuno ha chiesto a Senna di essere Senna quanto Prost. E nessuno ha costretto Prost a essere così grande quanto Senna.
Cod: 9791255023104





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