Nessun essere umano nella storia è stato così tanto fotografato e costretto a vedersi – allo specchio, nei selfie, nei quadratini delle videocall – come accade a noi. «Ma io sono davvero questo insieme di elementi che vedo impressi in una foto?, ci chiediamo sempre prima e sempre più spesso. Questa frattura tra il nostro corpo e la sua rappresentazione è la condizione strutturale dell’esperienza moderna della bellezza. Dall’invenzione della fotografia, che ha fissato i volti su una pellicola e li ha resi confrontabili, fino a oggi, l’immagine è diventata via via più vera del corpo, e ci ha fatto credere di doverci conformare a un certo ideale per corrispondere a una sua versione ogni volta più perfetta. La bellezza si è trasformata in un dispositivo di potere che ci sorveglia, ci misura, ci giudica secondo criteri che non abbiamo scelto, e questa sorveglianza si è installata in noi, come uno specchio che ci portiamo dentro. E più ci guardiamo, più siamo spinti a lavorare instancabilmente sulla nostra immagine, a concepire la bellezza come una proprietà da costruire giorno dopo giorno perché duri in eterno, a investire sul corpo come un progetto che non finisce mai. Maura Gancitano racconta, anche attraverso un ricchissimo apparato iconografico, la storia del rapporto tra corpo e immagine dagli inizi dell’Ottocento a oggi, per comprendere il modo in cui la fotografia, la pubblicità, la moda, il cinema, la statistica, i social, i media digitali e in ultimo l’intelligenza artificiale ci abbiano cambiati, inventando corpi sempre più perfetti e sempre meno reali. Ma se è vero che non possiamo più vederci e vedere senza i filtri, possiamo però imparare a riconoscerli e a muoverci al loro interno, per liberarci dal mito della bellezza perfetta: cercando nuovi modi di apparire e di esistere in relazione con gli altri, abitando il corpo che abbiamo, sentendolo dall’interno, qui e ora, con tutto ciò che porta scritto su di sé.
Cod: 9788817197076





Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.