Fin dalle sue origini, il liberalismo ha offerto una promessa di benessere condiviso, uguaglianza e libero perseguimento della conoscenza. All’inizio ha prosperato, poi ha vacillato. Oggi, quel luminoso faro di speranza si sta inesorabilmente sgretolando sotto i colpi dell’elitismo, dell’intolleranza e di una sempre crescente autocrazia. Si potrebbe dire che il liberalismo sia andato in frantumi. Ma quali sono le vere cause di questo drammatico epilogo? La risposta non risiede in un destino inevitabile, ma piuttosto in una promessa tradita. Nell’era postindustriale, mentre l’automazione e la rivoluzione digitale scardinavano il vecchio patto sociale del Novecento, le élite hanno via via monopolizzato le istituzioni, sostituendo l’ascolto popolare con una rigida ingegneria sociale calata dall’alto. Questo scontro tra tecnocrazia e bisogni reali ha finito per lacerare il tessuto civile, lasciando milioni di persone senza voce. Eppure la storia insegna che i più grandi e significativi traguardi dell’umanità – dall’emancipazione degli schiavi ai diritti delle donne, fino alla nascita dello stato sociale – non sono nati da formule astratte o da verità imposte. Sono stati, al contrario, sempre frutto di un faticoso autogoverno e di un costante processo di apprendimento nato dal basso, all’interno delle comunità stesse. E ora cosa ci aspetta? Daron Acemoglu – premio Nobel per l’Economia nel 2024 e autore, insieme a James A. Robinson, del bestseller Perché le nazioni falliscono – traccia in questo saggio l’ascesa e la caduta della democrazia liberale, offrendoci una speranza per il futuro: una nuova teoria che mostra come possiamo, e dobbiamo, rifondare il nostro sistema prima che sia troppo tardi. Un invito ad abbracciare una democrazia fatta di confronto e di partecipazione: imperfetta, certo, ma profondamente viva.
Cod: 9788817197694




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