L’educazione contemporanea è vittima di un pericoloso errore: l’idea che i figli siano fragili come vasi di cristallo e vadano dunque preservati da ogni urto, ogni possibile attrito, perché altrimenti si romperebbero in mille pezzi. Nulla di più sbagliato. In questo saggio rigoroso e appassionato, Alberto Pellai dimostra come sia proprio l’iperprotezione a rendere i ragazzi ansiosi, incapaci di tollerare la frustrazione e inclini alla fuga dal mondo reale. Il tutto poi si somma a un ecosistema ipertecnologico che premia la gratificazione istantanea e le scorciatoie, alimentando ancor di più la pigrizia e la fragilità. Intrecciando la neurobiologia con l’analisi del quotidiano, Pellai esamina con lucidità i nodi critici del presente: dal circolo disfunzionale dell’ansia da prestazione alla de-corporeizzazione dell’infanzia, dal depotenziamento cognitivo indotto dalla didattica digitalizzata fino all’uso improprio delle certificazioni a scuola. Ci ricorda quindi che «meno fai, meno farai e che «non ci si salva dalla fatica di crescere eliminando la fatica dalla crescita. L’unico antidoto possibile a questa deriva è spronare i ragazzi a «correre in salita, ovvero ripristinare il valore dello sforzo. Perché la salita non è una tortura sadica, ma la sola dimensione in cui il cervello allena i propri muscoli cognitivi ed emotivi. Contro la tentazione degli adulti di abbassare l’asticella per timore del conflitto, Pellai propone di rifondare l’alleanza tra famiglia e scuola e riappropriarsi dell’autorevolezza perduta, esercitando il potere del «no che fa crescere. Ti farò correre in salita si pone così come un manifesto per restituire ai giovani la forza di affrontare l’ignoto e riscoprire nella fatica non un limite, ma la chiave d’accesso all’autonomia e, dunque, alla vera libertà.
Cod: 9788804800972





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