Non c’è niente di piú grande o migliore di quando governano concordi la loro casa un uomo e una donna. Una storia d’amore immortale, raccontata da uno dei piú importanti grecisti italiani in un saggio che attraversa l’Odissea e mette in luce la modernità di un rapporto basato sull’uguaglianza dei due amanti, offrendo una rilettura intensa e attualissima del legame tra Ulisse e Penelope. La struttura fondativa dell’Odissea consiste in una grande storia d’amore, che ha come suoi pilastri la lunga separazione – dolorosa tanto per Penelope quanto per Ulisse – e l’esperienza esaltante del ricongiungimento. Penelope parla di un dolore tremendo che «sempre lacera il cuore nel petto; Ulisse, per lei, rinuncia all’immortalità e all’eterna giovinezza offertegli da Calipso. Contro l’opinione comune che considera i poemi omerici come documentazione di una civiltà fondata sulla subordinazione femminile, Guido Paduano dimostra che quella tra Ulisse e Penelope è una relazione tra pari. E cosí, il quadro ideologico dominante che regola i rapporti di genere nell’Odissea contrasta implicitamente con l’evento centrale del poema: la persistente affermazione da parte di Penelope della propria dignità e autonomia. La regina, donna sola, riesce a governare la sua Itaca per vent’anni e a non cedere alle rivendicazioni di oltre cento pretendenti, mettendo in atto una forma di resistenza, esemplificata dall’astuzia della tela – tessuta di giorno e disfatta di notte -, potente simbolo della sua irriducibile capacità di agire. Non solo. Canto dopo canto è sempre piú evidente come Penelope non sia affatto una figura pallida all’ombra dell’eroe, ma un doppio di Ulisse, un doppio capace di confrontarsi con lui e addirittura di prevalere, dimostrando con forza la sua individualità.
Cod: 9788806268046





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