Nel centenario della nascita di dada la domanda sul non senso dell’azione artistica merita di essere radicalmente riproposta. Sono passati più di ottant’anni dalla denuncia della “povertà d’esperienza” da parte di Benjamin e il deserto esperienziale avanza a livello globale. Solo l’arte sembra rappresentare l’ultima frontiera per chi non sa rassegnarsi al destino di liquidazione dell’esperienza. L’opera d’arte mantiene viva e desta la capacità di provocare, meravigliare e offrire la possibilità di spingersi esistenzialmente un po’ più in là di quel che si è stati e si è. Eppure, la storiografia, la critica (anche militante) e la filosofia dell’arte seguitano imperterrite a ridurre sistematicamente le opere d’arte a mero oggetto di conoscenza.
Cod: 9788898367160

Chiedimi di amarti
Cinquanta sfumature di grigio
Valigie smarrite
Il giorno senza nome. Un caso per Jakob Franck
I love shopping a New York
Piccoli imprevisti tra amiche
La cena di Natale di «Io che amo solo te»
I miei sogni nei tuoi
Meglio un uomo oggi
Un attore perbene. Ernesto Mahieux: sogno, talento e perseveranza
Venezia nonostante
Il parrucchiere di Auschwitz
La casa dei tradimenti
Akaboshi Vol. 3 



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