Fare il padre è un mestiere strano per cui nessuno ha un libretto di istruzioni. C’è la Madre Terra, Madre Natura, Madre Patria. E ai padri che ruolo resta? Nessuno ti spiega che per i primi mesi sei sostanzialmente un addetto alla logistica: cambi pannolini, monti lettini, e cerchi di capire perché quel bambino stia piangendo. Poi, quando finalmente pensi di aver capito qualcosa, il bambino cresce e cambia tutto. Dada ha due figli, Marco e Francesca, e in questi anni ne ha imparate parecchie. Ha imparato che bisogna bussare prima di entrare in camera loro, anche quando hanno cinque anni. Ha imparato che a un certo punto tuo figlio ti chiederà un deodorante e che, in quel momento, penserai che forse avresti dovuto suggerirglielo qualche mese prima. Ma soprattutto, ha imparato che essere padre non significa avere sempre la risposta giusta. Dada non è un pedagogista, non è uno psicologo e non è nemmeno un educatore. È un padre che ha provato a fare del suo meglio e che, negli anni, ha capito una cosa: ai figli serve soprattutto tempo. E allora ecco qui la risposta. Forse, ai padri dovremmo lasciare almeno il ruolo del lievito: fa il proprio lavoro in silenzio, aspetta e lascia che le cose prendano forma. E infatti Marcolino nel frattempo è cresciuto, ha trovato la sua strada e un giorno ha deciso di trascinarlo sui social. Dada non sapeva bene cosa fosse una storia, non capiva la differenza tra un reel e un “filmino”, ma nonostante tutto, eccoli qui. Questo libro nasce proprio dal loro rapporto, dalla voglia di continuare a imparare l’uno dall’altro e da tutte quelle piccole situazioni quotidiane che, a distanza di anni, diventano i ricordi che ti porti dietro. Per questo, tra un racconto e l’altro, hanno inserito anche giochi da fare insieme: domande mai fatte, parole da tradurre, momenti da ricordare in famiglia. Perché, a volte, per parlare davvero basta trovare il modo giusto per cominciare.
Cod: 9788891849168





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