Pensatore a lungo incompreso, Leo Strauss è stato uno dei più leali difensori del liberalismo e uno dei suoi critici più rigorosi: riconoscendone il valore inestimabile, ne denunciò con fermezza le derive. Ebreo tedesco costretto all’esilio negli Stati Uniti negli anni Trenta, visse in prima persona la fragilità delle istituzioni democratiche. Con inconfondibile acume, mostrò come il liberalismo moderno, guidato dall’ideale di uno Stato universale e moralmente neutrale, si fosse progressivamente allontanato dal suo significato originario, fino a cedere alla deriva del relativismo. Per il pensiero classico, infatti, la libertà non coincideva con la semplice assenza di vincoli, ma con l’impegno verso la virtù e la ricerca dell’eccellenza umana. In questa celebre raccolta di saggi, Strauss individua nell’educazione liberale e nel dialogo costante con i grandi libri della tradizione l’antidoto fondamentale alla cultura di massa e al conformismo della democrazia moderna. Di fronte al rischio di trasformare la società in una tecnocrazia popolata da quelli che Weber definiva «specialisti senza spirito o visione e edonisti senza cuore, lo studio dei classici resta il mezzo indispensabile per interrogarsi sul bene e su ciò che è giusto. Raffinato interprete della storia della filosofia, in una serie di letture d’autore – da Platone a Lucrezio, da Maimonide e Marsilio da Padova fino a Spinoza e alla critica del positivismo – Strauss si conferma il più prezioso difensore dei valori liberali: ricordandoci che «non ci è concesso essere adulatori della democrazia proprio perché ne siamo amici e alleati, ci consegna nella lezione degli antichi una bussola essenziale per il presente.
Cod: 9791256680337





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