La fine di un mito – Freud
Emil Ludwig, Sansoni, 1947
“La fine di un mito” è un saggio critico scritto da Emil Ludwig e pubblicato da Sansoni nel 1947, in un momento storico in cui il pensiero freudiano stava conoscendo una diffusione mondiale, ma anche un’intensa fase di revisione e dibattito. Emil Ludwig, celebre biografo e osservatore attento della cultura europea, affronta la figura di Sigmund Freud non come semplice innovatore della psicologia, ma come personaggio simbolico del primo Novecento, analizzando l’impatto che la psicoanalisi ha avuto sulla società, sull’arte, sulla letteratura e sull’immaginario collettivo.
Nel libro Ludwig passa in rassegna le teorie fondamentali di Freud – l’inconscio, i meccanismi di difesa, l’interpretazione dei sogni, la sessualità infantile – e ne discute sia il valore rivoluzionario sia i punti più controversi. L’autore sottolinea come molte idee freudiane abbiano aperto nuove strade nella comprensione della mente umana, ma allo stesso tempo non esita a criticarne i limiti scientifici, l’eccessiva centralità attribuita al sesso e la tendenza a interpretare ogni comportamento umano attraverso schemi rigidi.
Il tono dell’opera è quello di un intellettuale che osserva da vicino un fenomeno culturale diventato quasi un “mito” del suo tempo, interrogandosi sulla sua fondatezza, sulla sua eredità e sulla sua possibile decadenza. Il risultato è un ritratto complesso, a tratti polemico, che aiuta a capire come veniva percepita la psicoanalisi nella prima metà del Novecento.
Il volume resta oggi un documento significativo per chi vuole conoscere non solo Freud e la sua teoria, ma anche la ricezione critica e il dibattito culturale che accompagnò l’ascesa della psicoanalisi in Europa.
Cod: 8051767704344





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