L’Italia vive un paradosso drammatico: è penultima nell’Unione europea per numero di laureati, un dato che frena la crescita economica del Paese, ci rende meno competitivi sul mercato nazionale e internazionale e impoverisce il tessuto civile. Se il sistema universitario tradizionale non basta a rispondere alle esigenze della contemporaneità, e rischia di rimanere chiuso nella sua torre eburnea, elitaria e spesso autoreferenziale, rischiamo di fallire nella missione, scritta a caratteri cubitali nella nostra Costituzione, di garantire pari opportunità a tutti i cittadini nel loro diritto all’istruzione, a prescindere dal contesto sociale e dalla provenienza geografica. Di fatto è così: non tutti gli italiani hanno una università vicino a casa, non tutti hanno i mezzi e le risorse per spostarsi e mantenersi fuori sede. Ugualmente difficile – per chi vuole darsi una seconda opportunità, per chi ha già un lavoro o per chi ha una famiglia – è proseguire gli studi in presenza. In questo scenario, le università telematiche emergono come una straordinaria novità, capace di rispondere alla «questione sociale dell’istruzione superiore. Attraverso un’analisi rigorosa e basata sui dati, il libro esplora la storia, il funzionamento e il valore di questi atenei, sfidando i pregiudizi comuni e riconoscendoli come ponte tra formazione e mercato del lavoro. Ma non solo. In un mondo che cambia a velocità vertiginose, le università telematiche, che godono di una struttura agile e leggera, sono laboratori d’avanguardia per sperimentare le nuove tecnologie e, soprattutto, l’intelligenza artificiale nella didattica. Per affrontare le sfide del presente – e del futuro – non resta che allearsi. Soltanto insieme, l’accademia tradizionale e le nuove frontiere delle università telematiche potranno garantire al Paese lo sviluppo di cui ha bisogno, e che merita.
Cod: 9788828219378





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