Il corpus poetico di Bonaviri – da Il dire celeste alle plaquettes dell’ultima stagione – conferma l’idea che nella sua scrittura «ci sia un’attitudine al mito, il desiderio di cogliere mitopoieticamente gli infiniti possibili del reale. Distillando alchimie del Verbo e degli elementi, percezioni, ricordi e affetti dispersi in grani e corpuscoli di materia senziente, il canto colma di armoniche figurazioni di conciliazione il vuoto in cui cova il «nascituro nulla ricomponendo le lacerazioni della modernità infelice: nei versi bonaviriani, vibranti come nei cantari o modulati in note elegiache, trovano posto i miracoli della scienza e quelli naturali, l’allegrezza e il lutto, accorate invocazioni degli assenti e calcoli sull’incolmabile distanza che separa il desiderio dell’uomo dalle dismisure del Cosmo, custode dei segreti del divenire e del corrompersi della materia.
Cod: 9788893665360





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