Quando le emozioni si infiammano e i sentimenti si arroventano, quando i pensieri si oscurano e le paure rabbuiano il nostro orizzonte, allora l’equilibrio interiore è scosso fino alle fondamenta. Sono momenti in cui ci sentiamo scivolare verso l’abisso, siamo alla deriva, “fuori di noi”, una condizione che può prolungarsi per minuti, ore, giorni, mesi, anni o una vita intera, e portare con sé una sofferenza destabilizzante e continua, mentre ci aggiriamo esausti in cerca di una via d’uscita. Che cosa è successo? Perché il centro del nostro essere è adesso tanto lontano dal nostro vero io e come possiamo ritrovare la strada perduta verso la serenità che la natura ci ha fornito in dono nel momento stesso in cui siamo venuti al mondo? È accaduto qualcosa, lo sappiamo. Un solo evento, o forse una serie di cause ci hanno condizionati. Accidenti esterni, oppure moti della nostra vita interiore, o ancora una combinazione di entrambi. Tutto sembrava andare per il meglio e poi, poco alla volta, abbiamo perso la bussola. Non è colpa nostra, noi avevamo le migliori intenzioni. O forse lo è? Oggigiorno siamo alle prese con un’epidemia di fragilità che si manifestano sotto innumerevoli forme: un’inquietudine persistente, l’acutizzarsi di un dolore, la speranza che si incupisce assumendo i colori della paura, il desiderio che si infetta facendosi smanioso, i sentimenti troppo acuti, i pensieri fissi, una insoddisfazione strisciante e perenne. I sintomi non si contano, ma sappiamo che quando sono particolarmente forti conducono inevitabilmente alla perdita della libertà di essere noi stessi. Il danno è massimo, l’equilibrio perduto. Ma quale equilibrio? E in che cosa consiste davvero? La risposta passa per un’altra domanda, perché il punto di equilibrio perfetto è situato nel centro, dove abita il nostro vero Sé, la nostra essenza primordiale, quel principio vitale che corrisponde a una domanda fondamentale: “Io chi sono?”
Cod: 9788804817154





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