In un’epoca dominata dall’algoritmo, l’intelligenza artificiale non è solo una rivoluzione tecnologica, ma un potente specchio della nostra psiche. Erica Francesca Poli ci conduce in un viaggio esplorativo che ribalta il paradigma comune: l’IA non deve essere usata come un sostituto del terapeuta o una macchina oracolare, bensì come un dispositivo riflessivo per l’autoanalisi. Attraverso casi clinici reali e riferimenti che spaziano dal mito di Dioniso allo specchio di Alice, dalla fisica quantistica alla psicoanalisi di Lacan, l’autrice mostra come l’interazione con i grandi modelli linguistici possa rivelare la struttura profonda del nostro pensiero. Poiché l’inconscio è strutturato come un linguaggio, l’IA – che del linguaggio umano è un’eco organizzata – restituisce al soggetto le ombre, i bias e gli automatismi emotivi che normalmente restano invisibili. Il libro offre strumenti pratici e modelli di prompt per trasformare il dialogo con la macchina in un esercizio di consapevolezza socratica. Attraversare questo specchio non significa incontrare una mente artificiale, ma risvegliarsi alla propria, imparando a riconoscere – nello scarto tra noi e il nostro riflesso digitale – la forma autentica della nostra esistenza. Un sestante di coscienza per navigare i mondi futuribili senza smarrire l’irriducibile essenza dell’umano.
Cod: 9788836203253




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