Il concetto dell’angoscia
Sansoni, 1942
(opera di Søren Kierkegaard, in edizione italiana)
L’edizione Sansoni del 1942 di Il concetto dell’angoscia propone al pubblico italiano uno dei testi più importanti del pensiero di Søren Kierkegaard, filosofo danese considerato il precursore dell’esistenzialismo moderno. In questo saggio, pubblicato originariamente nel 1844, Kierkegaard analizza l’angoscia non come semplice paura, ma come un sentimento profondo e complesso che nasce dalla libertà dell’essere umano, dal rapporto con le possibilità e dalla consapevolezza del proprio limite.
L’opera affronta il tema in modo filosofico e psicologico: l’angoscia per Kierkegaard è la condizione in cui l’uomo si rende conto di poter scegliere, e allo stesso tempo dell’enorme responsabilità che la libertà implica. È una condizione che precede il peccato, ma anche la crescita individuale; è allo stesso tempo paralizzante e generativa, perché costringe l’individuo a confrontarsi con sé stesso, con la propria interiorità e con il significato della propria esistenza.
L’edizione Sansoni colloca il testo in un momento culturale in cui le questioni dell’interiorità, della libertà e della crisi dell’uomo moderno erano particolarmente sentite. La cura editoriale rende accessibile un’opera complessa, inserendola nel contesto della filosofia ottocentesca e anticipando le riflessioni che diventeranno centrali nel Novecento con Heidegger, Jaspers e gli altri pensatori esistenzialisti.
Il libro è oggi un punto di riferimento per chi desidera comprendere l’origine del concetto filosofico di angoscia e il suo ruolo nello sviluppo del pensiero esistenzialista, oltre che un documento storico importante nella storia della ricezione italiana di Kierkegaard
Cod: 8051767704368





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