Questo saggio esplora l’intera opera di uno degli autori più visionari e scomodi del rock mondiale: Roger Waters – cofondatore dei Pink Floyd, architetto di capolavori come The Dark Side of the Moon (1973) e The Wall (1979), voce instancabile contro tutte le ingiustizie. La semplice biografia musicale diventa un viaggio filosofico e psicologico attraverso oltre sessant’anni di una musica che ha cambiato il modo di pensare oltre che di ascoltare. Il percorso si snoda come un film non lineare, tra flashback e flashforward: dalla psichedelia magica di The Piper at the Gates of Dawn (1967) alla vertigine esistenziale di Wish You Were Here (1975), passando per la potenza rituale del concerto a Pompei (1971). Ma tutto converge verso un punto di rottura, Animals (1977), il concept album in cui Waters abbandona definitivamente l’osservazione interiore per rivolgere lo sguardo, tagliente e implacabile, verso il mondo esterno: le strutture di potere, le classi sociali, l’oppressione sistemica. Una svolta che segnerà anche la fine dei Pink Floyd così come li avevamo conosciuti. Da lì in poi, la traiettoria è chiara e inesorabile. Con The Wall e The Final Cut (1983) prima, con la carriera solista poi, Waters approfondisce con crescente precisione la sua critica al mondo contemporaneo: le guerre, il consumismo, la manipolazione mediatica, l’alienazione dell’individuo in una società sempre più sorda e diseguale. Il pensiero si fa col tempo più affilato, più straziante, più urgente. Perché Roger Waters non è mai stato solo un musicista. È stato, e rimane, il testimone autentico di un’epoca che non smette di ripetere i propri errori.
Cod: 9788862887588




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