Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l’anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze. I partiti inaugurano un’attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell’opinione pubblica, l’intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un’autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. A ottant’anni da quello storico momento, ripercorrere la contrastata affermazione delle donne nelle istituzioni e nei partiti è utile, come scrive Patrizia Gabrielli nella nuova Introduzione al volume, per «discernere i tanti fili della discriminazione di genere e custodire quel capitale di esperienze da cui è germogliata una tessitura di rapporti personali e politici capaci di introdurre nel tragico scenario postbellico il valore della partecipazione politica. Un’angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all’anno di nascita della Repubblica.
Cod: 9788855228923





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