Silvio Berlusconi ha segnato uno spartiacque nella comunicazione politica italiana e, più in generale, nella comunicazione contemporanea. Ha anticipato linguaggi, posture, strumenti e meccanismi che oggi ci sembrano normali, ma che in larga parte parlano ancora la sua lingua, e non solo in Italia. Ogni volta che valutiamo se un leader “buca lo schermo”, occupa bene lo spazio, usa il corpo come messaggio o trasforma un gesto in consenso, ci stiamo misurando, consapevolmente o no, con la sua eredità. Dalla spolverata alla sedia di Marco Travaglio alle gaffe durante i summit internazionali, da “L’Italia è il Paese che amo” all’approdo su TikTok, dal “contratto” firmato negli studi di Porta a Porta al libretto agiografico “Una storia italiana” che milioni di cittadini si videro recapitare a casa alla vigilia delle elezioni del 2001, Patrick Facciolo analizza Berlusconi come caso di studio da manuale. Attraverso gli strumenti della comunicazione, della psicologia, della filosofia e delle scienze sociali, mostra come dietro quello che sembrava talento naturale ci fosse in realtà un sistema preciso: un uso consapevole del corpo, delle parole, degli oggetti, dello spazio e della presenza pubblica. “Silvio, ci manchi?” è un’indagine sul modo in cui la politica comunica oggi, su ciò che ha ereditato da Berlusconi e su ciò che, invece, ha perduto: il metodo, la competenza, la capacità di trasformare ogni elemento della comunicazione in un tassello di un sistema coerente ed efficace. . Quello che resta della comunicazione di Silvio Berlusconi va al di là delle appartenenze e delle ideologie. Riguarda il modo in cui usava il linguaggio del corpo, la voce e le parole per arrivare alle persone. Il paradosso è che di questa eredità la politica di oggi ha conservato quasi tutto, tranne l’elemento più importante: la comprensione profonda di come e perché quelle tecniche funzionavano.
Cod: 9788836203192





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