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	<title>Super ET. Opera viva - Shop - Diffusione del Libro</title>
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	<title>Super ET. Opera viva - Shop - Diffusione del Libro</title>
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		<title>L&#8217;ho uccisa perché l&#8217;amavo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 13:26:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Violenza nella società . Reati e criminologia . Studi sui generi: donne</p>
<p><b>Autore</b>:	Loredana Lipperini , Michela Murgia<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anni di storie, veicolate da libri, film o melodrammi, ci hanno abituato a pensare che uccidere una donna che fugge, che si nega, è qualcosa che può essere tollerato. È chi uccide che va compreso, perché in preda a un raptus o troppo innamorato. Ma chiamare &#8220;gelosia&#8221; l&#8217;ansia del controllo perso e &#8220;amore&#8221; il rifiuto di accettare la libertà dell&#8217;altra persona è un&#8217;insopportabile manipolazione del significato delle parole. Un invito potente a riconsiderare il linguaggio con cui parliamo di femminicidio, e a non cedere alle narrazioni che tendono a giustificare o minimizzare la violenza di genere. Lo schema è sempre lo stesso: lei gli dice che vuole lasciarlo, o lo ha appena lasciato, ma accetta volentieri di rivederlo. E lui, quel lui che verrà descritto così mite e disperato, arriva all&#8217;appuntamento con un coltello o una pistola o una tanica di benzina, oppure con le mani sole. Nella testa un pensiero fisso: o mia o di nessun altro. Secondo l&#8217;Istat, in Italia più di cento donne vengono uccise ogni anno da uomini che spesso, come recita il titolo di questo saggio, dichiarano di amarle. Tutti episodi di violenza che nella maggior parte dei casi vengono poi commentati sui giornali, sui social, in tv. Solo che quando leggiamo la notizia di un femminicidio, ancora troppo spesso leggiamo la storia e la prospettiva di chi quel gesto l&#8217;ha compiuto, e quasi mai di chi l&#8217;ha subito. Di volta in volta si partecipa, con le parole che la raccontano, alla violenza contro le donne, parlando di delitto passionale, di gelosia, di raptus, oppure di depressione, e la vittima viene cancellata, come se non fosse al centro della vicenda e non avesse diritto &#8211; neppure da morta &#8211; al proprio punto di vista. Dunque bisogna imparare a parlare di femminicidio. Dobbiamo farlo tutti: perché siamo ormai, ognuno nel proprio ambito, comunicatori. Dobbiamo trovare le parole. Loredana Lipperini e Michela Murgia le hanno trovate e ce l&#8217;hanno donate con questo libro: sta a noi raccogliere il testimone.</p>
<p>Cod: 9788806268978</p>
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		<title>Il mito dei bomber di provincia. Un almanacco sentimentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 10:46:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Calcio . Biografie: sportivi . Dal 1990 al 2000</p>
<p><b>Autore</b>:	Emanuele Atturo , Andrea Chronopoulos<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avevano un coro personalizzato allo stadio, un soprannome immaginifico, una tifoseria devota. Hübner, Protti, Zampagna, Luiso, Flachi, Riganò&#8230; Ognuno di loro è stato ed è tuttora oggetto di un culto diverso, ma insieme esprimono un mondo dimenticato. Mentre il calcio è sempre più professionalizzato, questo libro è una frenata a mano sul cuore: un omaggio appassionato a quei bomber che hanno fatto della provincia il loro regno e della porta avversaria il loro destino. Comparivano in Serie A già vecchi, attaccanti di piccole squadre con l&#8217;aria da cacciatori di taglie. Si portavano dietro aneddoti poco credibili e la capacità misteriosa di segnare contro difese di qualsiasi livello. Specializzati in poche, specifiche situazioni di gioco, assoldati da società alla disperata ricerca di quel pugno di gol che facesse la differenza tra salvezza e retrocessione. Conoscevano la linea del fuorigioco come una regola del cosmo, i segreti del tiro sporco, dell&#8217;«incornata», del «gol di rapina». Senza un talento evidente, costruivano la loro reputazione tramite l&#8217;estremo pragmatismo del gol. Il loro culto, che si è alimentato nel tempo, ne ha gonfiato la leggenda, spesso confondendo il piano immaginario con quello reale: in breve, costruendone il mito. Guardando indietro, verso quel profondo abisso di ricordi che sono gli anni Novanta, poche cose brillano nella loro inattualità come i centravanti di provincia. Oggi li rievochiamo con un sentimento commosso: c&#8217;entra solo il meccanismo basilare della nostalgia, il rimpianto della nostra infanzia; oppure lo stereotipo italiano dell&#8217;arte di arrangiarsi, la nostra predilezione per una particolare forma di cinismo calcistico? I bomber di provincia parlano del nostro gusto del calcio, e il nostro gusto del calcio, come sempre, parla di molto altro.</p>
<p>Cod: 9788806268879</p>
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		<title>Potere alle parole. Perché usarle meglio</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/linguistica/potere-alle-parole-perche-usarle-meglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 11:22:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sociolinguistica . Italiano</p>
<p><b>Autore</b>:	Vera Gheno<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa penseremmo del proprietario di una Maserati che la lasciasse sempre parcheggiata in garage pur avendo la patente? E di una persona che, possedendo un enorme armadio di vestiti bellissimi, indossasse per pigrizia sempre lo stesso completo? Queste situazioni appaiono improbabili; eppure, sono esempi dell&#8217;atteggiamento che molti hanno nei confronti della propria lingua: hanno accesso a un patrimonio immenso, incalcolabile, che per indolenza, o paura, o imperizia, usano in maniera assolutamente parziale. Anche se l&#8217;italiano non ha bisogno di venire salvato, né tantomeno preservato, è pur vero che dovremmo amarlo di più, perché è uno strumento raffinatissimo, ed è un peccato limitarsi a una frequentazione solamente superficiale. Perché conoscerlo meglio può essere, prima di tutto, di grande giovamento a noi stessi: più siamo competenti nel padroneggiare le parole, più sarà completa e soddisfacente la nostra partecipazione alla società in cui viviamo. Vera Gheno si fa strada nel grande mistero della lingua italiana passando in rassegna le nostre abitudini linguistiche e mettendoci di fronte a situazioni in cui ognuno di noi può ritrovarsi facilmente. E ci aiuta a comprendere che la vera libertà di una persona passa dalla conquista delle parole.</p>
<p>Cod: 9788806240233</p>
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		<title>Ogni cosa aveva un colore. Un padre, un figlio e l&#8217;amore di chi resta</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/studi-letterari/ogni-cosa-aveva-un-colore-un-padre-un-figlio-e-lamore-di-chi-resta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 11:17:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosa letteraria . BIOGRAFIE GENERALI</p>
<p><b>Autore</b>:	Federico Pace<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio struggente di scoperta e formazione alla ricerca del padre appena perduto e dell&#8217;evento che ne ha segnato la vita. L&#8217;atto d&#8217;amore di un figlio che trova la forza di trasformare quell&#8217;assenza da peso che schiaccia l&#8217;anima a nutrimento che la fortifica. «Anche se di mio padre so molto, c&#8217;è una cosa, forse la più importante di tutte, di cui non mi ha mai parlato. Qualcosa che, in un tempo distante, ha ferito e mutato per sempre la sua esistenza. Suo padre è morto da pochi mesi, quando Federico Pace sta lavorando all&#8217;opera del fotografo svizzero Werner Bischof. Mentre scorre le foto scattate in Olanda dopo la fine della Seconda guerra mondiale, scova una serie di ritratti molto diversi dagli altri. Tra questi, uno è un pugno nello stomaco: la foto di un bambino che somiglia al padre, soprattutto per via delle cicatrici che ne hanno sfigurato il volto. Parte da qui, da questa folgorazione, il viaggio di Pace. Va dove ha abitato suo padre, visita i posti che ha frequentato, contatta i suoi amici. Ne ripercorre la vita. Dai primi anni vissuti in un paesino dell&#8217;Agro Pontino al rapporto speciale con lo zio Manlio; dall&#8217;esplosione della mina che a cinque anni lo privò della vista ai mesi di degenza al Policlinico Umberto I di Roma; dagli anni all&#8217;Istituto Romagnoli per ciechi al riscatto di un uomo che si è conquistato un futuro laureandosi, innamorandosi, sposandosi. Allo stesso tempo, spinto dalla forza che hanno solo le entità evocate, Pace si mette sulle tracce del bambino della foto, che acquisisce un nome, Jo Corbey, e una vita tutta da scoprire e comprendere. Vittima anche lui, a Roermond, del colpo di coda della guerra: l&#8217;esplosione di una mina. Intrecciando i segni lasciati dal genitore insieme a quelli di Jo, quasi un gemello per destino e identità, Pace ricompone i pezzi della storia di suo padre. Gli restituisce così tenerezza e dignità, e trova finalmente una via tutta personale per congedarsi da lui, lasciarlo andare, e riconciliarsi con la sua perdita.</p>
<p>Cod: 9788806267308</p>
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		<title>Volevo essere un uomo</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/narrativa-biografie-e-storie-vere/biografia-memorie-e-storie-vere-narrativa-biografie-e-storie-vere/volevo-essere-un-uomo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 11:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Autobiografie: letterati . Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900 . Femminismo e teoria femminista</p>
<p><b>Autore</b>:	Lidia Ravera<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/narrativa-biografie-e-storie-vere/biografia-memorie-e-storie-vere-narrativa-biografie-e-storie-vere/volevo-essere-un-uomo/">Volevo essere un uomo</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per più di duemila anni l&#8217;invidia verso le donne è stata negata. Peggio: è stata trasformata in svalutazione e le ha spinte ai margini, le ha sminuite, ostracizzate dalle stanze del potere, ridotte a funzioni della propria prosperità, del proprio godimento, le ha calunniate, le ha trattate da inferiori. Le ha bruciate sul rogo come streghe o internate nei manicomi come pazze. Mossi dall&#8217;invidia, per una diversità che non potevano dominare, si sono vendicati, gli uomini. E tu vuoi essere uno di loro? Appena nata aveva già deluso sua madre: non era un bel maschietto. A cinque anni avrebbe voluto salire sugli alberi e sporcarsi i vestiti. A quindici non essere molestata. A sedici prendere il megafono in mano e arringare i compagni di scuola. A venti non dover aspettare di essere scelta. A cinquanta non preoccuparsi della menopausa. A sessanta delle rughe. A settanta dello stigma sociale che colpisce le vecchie. Ripercorrendo la sua vita di lotta e di scrittura, Lidia Ravera oggi fa i conti con una fantasia sempre taciuta: avrebbe voluto essere un uomo, anche se le donne le ama di più. Avrebbe voluto essere un uomo perché la società in cui ha mosso i primi passi era a misura d&#8217;uomo. E quella in cui muoverà gli ultimi, molto probabilmente, lo sarà ancora. Avrebbe voluto essere un uomo perché non aveva alcuna vocazione al martirio. Perché non voleva dover scegliere fra gli affetti e la carriera, non voleva reprimere parti di sé per adeguarsi al ruolo di femmina, non voleva educarsi ad aspirazioni modeste, non voleva e non vuole sentirsi sempre sotto osservazione o sotto scacco. &#8220;Volevo essere un uomo&#8221; è una confessione intima e politica, in cui raccontarsi vuol dire anche raccontare il femminismo, le battaglie vinte e quelle ancora da vincere, ma soprattutto l&#8217;approssimarsi della fine di un mondo e il bisogno di credere che un altro mondo è possibile. Magari a misura di donna.</p>
<p>Cod: 9788806265618</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/narrativa-biografie-e-storie-vere/biografia-memorie-e-storie-vere-narrativa-biografie-e-storie-vere/volevo-essere-un-uomo/">Volevo essere un uomo</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<item>
		<title>Son qui: m&#8217;ammazzi. I personaggi maschili nella letteratura italiana</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/studi-letterari/son-qui-mammazzi-i-personaggi-maschili-nella-letteratura-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 12:56:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosa letteraria . Letteratura, storia e critica: studi generali . Studi sui generi: uomini . Italiano</p>
<p><b>Autore</b>:	Francesco Piccolo<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/studi-letterari/son-qui-mammazzi-i-personaggi-maschili-nella-letteratura-italiana/">Son qui: m&#8217;ammazzi. I personaggi maschili nella letteratura italiana</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi libri tutti fanno la guerra, si incazzano, diventano furiosi, litigano, sono gelosi, minacciosi, e usano la forza in modo esplicito, picchiando, violentando. Ma sono anche violenti in modo più moderno, quindi occultato, passivo: sono lamentosi e recriminatori, e finiscono per soffocare le donne in altro modo. Il racconto semplicemente corrisponde a quello che siamo (stati). Un saggio d&#8217;autore, inaspettato e personale. Francesco Piccolo rilegge tredici capolavori che, con i loro protagonisti, sono entrati nelle nostre vite e hanno segnato in maniera indelebile il nostro immaginario, contribuendo a legittimare il mito della maschilità e la cultura virile. Se l&#8217;impressione che abbiamo degli uomini è che siano potenti, arroganti, violenti, egoisti e famelici, allora, di questi uomini, ve ne sarà traccia anche nelle opere chiave della nostra letteratura, quelle che hanno in qualche modo contribuito a consolidare una certa idea di maschio. A partire dalle fondamenta, dalla settima novella dell&#8217;ottava giornata del &#8220;Decameron&#8221;, in cui Boccaccio mette in scena la spietata vendetta del giovane scolaro Rinieri, che sbeffeggiato e rifiutato da una avvenente vedova la punisce facendo in modo che non possa più vantare la propria avvenenza. La morale: se si ferisce il maschio non è pena affatto ingiusta essere sfregiate a vita. Come non pensare al nostro presente. E come non pensarci leggendo delle peripezie matrimoniali di Zeno di cui scrive Svevo. Zeno Cosini, arrogante e fragile al tempo stesso, irrazionale che si finge ponderato, ma soprattutto, come ogni uomo che si rispetti, tarlato dal desiderio, che una volta piantato in testa non schioda più e fa compiere i gesti più sciocchi e sconsiderati. E poi ancora l&#8217;innominato di Manzoni, il Principe di Salina di Tomasi di Lampedusa, &#8216;Ntoni di Verga, l&#8217;Antonio di Brancati, il Milton di Fenoglio e altri maschi, tutti sempre uguali a sé stessi, vigliacchi e furiosi, gelosi e violenti, al centro di romanzi che hanno costruito il canone della letteratura italiana. Perché chi siamo ha a che fare con la famiglia, l&#8217;educazione, il mondo dove si cresce, ma anche con i libri che si sono letti.</p>
<p>Cod: 9788806261269</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/studi-letterari/son-qui-mammazzi-i-personaggi-maschili-nella-letteratura-italiana/">Son qui: m&#8217;ammazzi. I personaggi maschili nella letteratura italiana</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<title>Il mago delle parole</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/linguistica/il-mago-delle-parole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2025 08:53:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LINGUISTICA . Prosa letteraria . Italiano</p>
<p><b>Autore</b>:	Giuseppe Antonelli<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole sono un fondamentale pezzo di mondo: a ogni parola in più che impariamo, il nostro mondo diventa un po&#8217; più grande. Ogni nuova parola è una scoperta. Ogni nuova parola è una conquista. Ogni nuova parola è un passo nella strada che porta alla consapevolezza. Un saggio narrativo che spariglia le carte e ci fa cambiare sguardo sulla nostra lingua, accompagnandoci all&#8217;interno di un&#8217;aula scolastica dove l&#8217;ora di italiano diventa il momento più entusiasmante di tutta la giornata. Perché, come ci rivelerà pagina dopo pagina Giuseppe Antonelli, la grammatica non è affatto noiosa, polverosa o dogmatica. La grammatica è glamour. Cosa succede se il nuovo insegnante d&#8217;italiano è uno strano tipo tutto azzimato che ogni giorno se ne inventa una nuova? Appende cartelli, disegna cartine, improvvisa quiz, apparecchia la cattedra con un servizio da tè. Spiega la grammatica come una partita a scacchi, scrive alla lavagna formule etimologiche e le risolve a mo&#8217; di enigmi, trasforma le parole in racconti pieni di colpi di scena. Le incrocia, le manipola, le inventa, le traduce in suoni e colori, sapori e profumi. Insieme ai classici della letteratura, cita canzoni, fumetti, film e non smette mai di dialogare con tutti gli studenti: ascolta, commenta, ribatte, scherza, incoraggia. Un imprevedibile prof che ogni tanto si mette qualcosa in equilibrio sulla testa e rimane immobile finché non ritorna il silenzio; non dà mai voti e in pagella scrive solo consigli in forma di sonetto. Succede che imparare la lingua, le sue regole, la sua storia diventa un&#8217;avventura affascinante. La grammatica, in fondo, è solo l&#8217;arte di dire le cose nel modo giusto al momento giusto. E allora ecco l&#8217;Accademia d&#8217;arte grammatica: una società segreta in cui ragazzi e ragazze s&#8217;incontrano fuori da scuola per divertirsi a giocare con la lingua italiana. Succede che un&#8217;esperienza così può cambiarti la vita. E in effetti, alla persona che racconta questa storia &#8211; a distanza di anni, con immutata emozione e un po&#8217; di nostalgia &#8211; la vita l&#8217;ha cambiata.</p>
<p>Cod: 9788806256852</p>
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		<title>Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 10:28:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Filosofia sociale e politica . Studi sui generi: donne</p>
<p><b>Autore</b>:	Maura Gancitano<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La bellezza oggi è qualcosa di ben preciso a cui adeguarsi: un certo modo di vestire, di mangiare, di parlare, di camminare. Non si tratta di una questione puramente estetica, ma di una tecnica politica di esercizio del potere. In altre parole, di una gabbia dorata in cui non ci rendiamo conto di essere rinchiusi. L&#8217;idea che la bellezza sia qualcosa di oggettivo e naturale è una superstizione moderna. Infatti non è mai esistita un&#8217;epoca in cui non convivessero estetiche e sensibilità diverse. Il culto della bellezza è diventato una prigione solo di recente: quando le coercizioni materiali verso le donne hanno iniziato ad allentarsi, il canone estetico nei confronti del loro aspetto è diventato rigido e asfissiante, spingendole alla ricerca di una perfezione irraggiungibile. Qui sta il punto: l&#8217;idea di bellezza ha subito con la società borghese uno spostamento di significato, da enigma a modello standardizzato che colonizza il tempo e i pensieri delle donne, facendole spesso sentire inadeguate. Il risultato è che viviamo in un tempo in cui le persone potrebbero essere finalmente libere, ma in cui, al contrario, ha valore e dignità solo ciò che risponde a determinati parametri. Ripensare la bellezza al di là dell&#8217;indottrinamento e del consumo significa coglierla come percorso di fioritura personale, lontano da qualunque tipo di condizionamento esterno. In questo libro Maura Gancitano racconta la storia di un mito antico quanto il mondo e ci fa vedere come le scoperte della filosofia, dell&#8217;antropologia, della psicologia sociale e della scienza dei dati possano distruggere un&#8217;illusione che ci impedisce ancora di ascoltare e seguire i nostri autentici desideri e di vivere liberamente i nostri corpi.</p>
<p>Cod: 9788806251147</p>
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		<title>Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 10:20:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Filosofia: opere divulgative . Psicologia: opere divulgative</p>
<p><b>Autore</b>:	Maura Gancitano<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/filosofia/erotica-dei-sentimenti-per-una-nuova-educazione-sentimentale/">Erotica dei sentimenti. Per una nuova educazione sentimentale</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Imparare a gestire il carburante delle emozioni non è una procedura standard, uguale per tutti. Educare alle relazioni non significa creare un decalogo di comportamenti da rispettare, una morale a cui conformarsi, ma rendere la persona consapevole di chi è, di cosa desidera e di come può interagire con il resto del mondo. Per vivere insieme agli altri senza farsi troppo male. L&#8217;educazione sentimentale è spesso confusa con le buone maniere, il bon ton, il galateo, vale a dire con un insieme di regole e codici considerati socialmente appropriati, a cui bisogna adeguarsi con ubbidienza. L&#8217;idea generale è che si tratti di un modello di comportamento che ha lo scopo di affrontare in modo razionale le pulsioni, le emozioni, i sentimenti, e tutti quegli aspetti della persona che per definizione sono romantici e travolgenti. Ma come si può invitare al controllo di qualcosa che è privato, intimo e che dovrebbe rimanere libero per definizione? Non sono proprio quei vissuti emotivi che ci rendono davvero noi stessi? In realtà, l&#8217;educazione sentimentale è una pratica personale, che riguarda innanzitutto la cura della propria intimità. È un processo di analisi e risoluzione dei condizionamenti subiti e dei propri bias cognitivi. Ognuno di noi, infatti, ha un modo diverso di percepire il mondo, una sensibilità originale che non va soffocata in nome di un&#8217;idea «normale» di vivere la vita. Educare a riconoscere pulsioni, emozioni e sentimenti e a capire come relazionarsi con le altre persone non può prevedere dunque un percorso uguale per tutti. Significa invece mettere in discussione l&#8217;idea di normalità e offrire strumenti adeguati per la scoperta della propria unicità, la cura di sé e della propria salute mentale, senza censurarsi né nascondere i propri desideri.</p>
<p>Cod: 9788806263133</p>
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		<title>Grammamanti. Immaginare futuri con le parole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 10:09:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sociolinguistica</p>
<p><b>Autore</b>:	Vera Gheno<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Super ET. Opera viva</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/linguistica/grammamanti-immaginare-futuri-con-le-parole/">Grammamanti. Immaginare futuri con le parole</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole sono centrali nelle nostre vite e dischiudono infinite opportunità. Per questo dovremmo instaurare con loro una vera e propria relazione amorosa, sana, libera, matura. Perché le parole ci permettono di vivere meglio e ci danno la possibilità di cambiare il mondo. Chi può definirsi grammamante? Chi ama la lingua in modo non violento, la studia e così comprende di doverla lasciare libera di mutare a seconda delle evoluzioni della società, cioè degli usi che le persone ne fanno ogni giorno parlando. Essere grammarnazi significa difendere la lingua chiudendosi dentro a una fortezza di certezze tanto monolitiche quanto quasi sempre esili; chi decide di abbracciare la filosofia grammamante, invece, non ha paura di abbandonare il linguapiattismo, ossia la convinzione che le parole che usiamo siano sacre, immobili e immutabili. Perché per fortuna, malgrado la volontà violenta di chi le vorrebbe sempre uguali a loro stesse, le parole cambiano: alcune si modificano, altre muoiono, ma altre ancora, nel contempo, nascono. E tutto questo dipende da noi parlanti: non c&#8217;è nessuna Accademia che possa davvero prescrivere gli usi che possiamo farne; siamo noi a deciderlo e permettere il cambiamento. È tempo di smettere di essere grammarnazi e tornare ad amare la nostra lingua, apprezzandola per quello che davvero è: uno strumento potentissimo per conoscere sé stessi e costruire la società migliore che vorremmo.</p>
<p>Cod: 9788806260224</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/linguistica/grammamanti-immaginare-futuri-con-le-parole/">Grammamanti. Immaginare futuri con le parole</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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