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	<title>Nuova cultura. Introduzioni - Shop - Diffusione del Libro</title>
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	<title>Nuova cultura. Introduzioni - Shop - Diffusione del Libro</title>
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		<title>Oro, cannibali, carrozze. Il Nuovo Mondo nei «Saggi» di Montagne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 13:25:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Filosofia occidentale del Medioevo e del Rinascimento: dal 500 al 1600</p>
<p><b>Autore</b>:	Carlo Montaleone<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era trascorso un secolo esatto dalla scoperta dell&#8217;America quando morì Michel de Montaigne, il primo dei moderni a registrare, come un sismografo ultrasensibile, la dirompenza di quell&#8217;evento sugli spalti mentali dell&#8217;Occidente. Con la geografia planetaria, ne uscì scossa l&#8217;idea stessa di umanità. Senza condividere il fremito religioso di chi acclamava nell&#8217;impresa un&#8217;occasione cristianissima, ma senza neppure arruolarsi tra i precursori dell&#8217;antietnocentrismo ingenuo, Montaigne ispezionò attraverso la prospettiva americana il groviglio della modernità appena inaugurata. Filosofo atipico, insofferente di qualsiasi dottrina e sospettoso di ogni epica del pensiero, riteneva la ragione abbastanza inferma da necessitare dell&#8217;attrito dei fatti, di qualsiasi natura fossero. E nella conquista del Nuovo Mondo i fatti su cui esercitare il giudizio erano massacri e predazioni, perfettamente riconoscibili nonostante la trasfigurazione operata da una fraudolenta teologia dell&#8217;oro. L&#8217;effetto America in Montaigne non avrebbe potuto trovare un interprete più congeniale di Carlo Montaleone, capace di perlustrare &#8220;Dei cannibali&#8221; e &#8220;Delle carrozze&#8221; &#8211; due testi famosissimi e piuttosto enigmatici dei &#8220;Saggi&#8221; &#8211; attingendo a una sua duplice, rara consuetudine: con lo stile argomentativo di un filone scettico che relativizza tutto, perfino l&#8217;atto del dubitare, e con una letterarietà raffinata, che esige la perizia più sottile.</p>
<p>Cod: 9788833921815</p>
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		<title>Rivolta e rassegnazione. Sull&#8217;invecchiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 14:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sociologia . Gruppi sociali in base all'età: anziani</p>
<p><b>Autore</b>:	Jean Améry , Enrico Ganni<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente ci affrettiamo a togliere dalla vista ogni segno o richiamo della nostra debolezza, della nostra mortalità, e ciò è più che comprensibile. In un&#8217;epoca in cui l&#8217;intelligenza si distoglie non solo dalle vicende immediate della coscienza, ma più in generale dall&#8217;uomo, Améry riflette in questo suo libro sul vissuto, sui segni che la vita lascia sul nostro corpo, registrando con la maggiore lucidità e fedeltà possibili i processi nei quali si trova invischiato chi invecchia, cioè tutti noi. Le sue sono le riflessioni di uno stoico estremo, che procedono sostanzialmente con il metodo dell&#8217;introspezione, senza tuttavia trascurare l&#8217;osservazione e l&#8217;immedesimazione, ma tralasciando volutamente ogni criterio di scientificità, o tantomeno di rigore logico. Jean Améry riflette su quell&#8217;implacabile perdita di terreno che chiamiamo invecchiare, e, anche se la sua analisi mette in gioco la sua propria sfera personale, e nonostante non vi sia traccia di dubbie attribuzioni di valore del declino &#8211; la saggezza dei vecchi, la nobiltà della rassegnazione -, le sue parole riguardano tutti noi. Presentazione di Claudio Magris.</p>
<p>Cod: 9788833924663</p>
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		<title>Quanto siamo ripetitivi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 13:46:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi culturali (Cultural studies) . Sociologia dei costumi e delle tradizioni . Antropologia sociale e culturale, etnografia</p>
<p><b>Autore</b>:	Remo Bassetti<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra i caratteri distintivi dell&#8217;umanità vi è la tendenza a evitare la ripetizione, privilegiando l&#8217;innovazione creativa e ciò che è differente. A uno sguardo più attento, però, fenomeni e comportamenti ricorsivi risultano prepotentemente insediati nei fondamenti delle nostre vite, e non solo perché rimaniamo incatenati ai vincoli della natura. Come le stagioni e le strutture organiche nell&#8217;evoluzione, si ripetono anche i cicli storici e quelli economici, i miti e i riti, le rime in poesia, i meme su Internet e le calunnie in politica. Su concetti e comportamenti reiterati si basano l&#8217;apprendimento e la persuasione, ma anche la coazione a ripetere e altre manifestazioni disfunzionali. Con brillante sagacia, Remo Bassetti affronta un concetto finora trascurato, scandagliandolo nei vari campi del sapere, fra antropologia, letteratura e cinema, per dipingere un affresco curioso di grande ispirazione. Da Kierkegaard al machine learning, dai barattoli di Warhol ai serial killer, dai déjà vu fino alla routine, questo libro offre un&#8217;analisi profonda della variegata fenomenologia della ripetizione nel mondo moderno, sia nelle forme minacciose e patologiche sia in quelle che invece assicurano conforto, godimento e, persino, libertà.</p>
<p>Cod: 9788833942179</p>
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		<title>Cinque meditazioni sulla morte ovvero sulla vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 15:30:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Filosofia: metafisica e ontologia</p>
<p><b>Autore</b>:	François Cheng , Chiara Tartarini<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vita genera la vita, senza fine&#8221;: recita così l&#8217;antichissima massima cinese che François Cheng ha calligrafato sulla copertina del libro. In quei caratteri che &#8220;tuonano come colpi di cembalo&#8221; una sapienza plurimillenaria ci trasmette intatto il senso del nostro essere qui e ora. Noi viventi ci aggiriamo nell&#8217;indissolubile reame di vita e morte, ma l&#8217;unico modo per dire pienamente sì alla vita è lasciare che la morte si riveli come la nostra dimensione più segreta e personale, il nostro bene più prezioso. Con un rovesciamento prospettico che toglie ogni cupezza e temibilità al mistero dei misteri, Cheng fa traboccare di vita le grandi questioni religiose, metafisiche e morali, dal creato alla bellezza alla presenza del male. Gli basta sfiorare le tradizioni di Oriente e Occidente, cedendo spesso la parola ai poeti e in ultimo, quasi un canto mormorato, a se stesso, al proprio pensiero poetante. Nessuna magniloquenza viene a turbare questa maniera affabile di intrattenere degli amici. Nel tono di Cheng, lontano migrante cinese diventato accademico di Francia, riconosciamo l&#8217;universale vitalità dell&#8217;appello francescano a &#8220;nostra sorella morte&#8221;.</p>
<p>Cod: 9788833927169</p>
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		<title>Storia del dove. Alla ricerca dei confini del mondo</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienza-e-tecnologia-2/scienze-naturali/storia-del-dove-alla-ricerca-dei-confini-del-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 14:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ASTRONOMIA, SPAZIO E TEMPO . Astrofisica . Scienze: opere divulgative</p>
<p><b>Autore</b>:	Tommaso Maccacaro , Claudio M. Tartari<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando l&#8217;uomo ha iniziato a misurare lo spazio intorno a sé non ha mai finito di stupirsi. Una domanda apparentemente banale come «dove siamo?» non ha mai avuto una risposta semplice né definitiva. Nella storia, ogni volta che abbiamo provato a fare il punto è successo qualcosa che ha rimesso tutto inesorabilmente in discussione. Lo spazio si allarga, il «dove» diventa sempre più grande, e non solo per effetto del Big Bang e dell&#8217;espansione dell&#8217;Universo: è proprio la nostra percezione dello spazio che si è fatta col tempo più grande e complessa, rendendo noi uomini sempre più piccoli, immersi in un «dove» che oggi è diventato immenso. In poche pagine, dense e scorrevoli, Maccacaro e Tartari ci conducono per mano, dal vaghissimo spazio appena percepito di una vallata, come doveva essere quello di Homo erectus, ai miti cosmogonici più arcaici, ai primissimi sistemi rappresentativi del mondo. Scopriamo che i grandi imperi dell&#8217;Età del Bronzo avevano già mappe concettuali raffinate e che le stelle del cielo già indicavano il cammino. Spazio celeste e spazio terrestre si sono intersecati, e nell&#8217;antichità classica lo spazio ha visto il suo primo, deciso aumento di dimensioni. Nel Medioevo si perfezionano gli strumenti di calcolo per la navigazione, fino a quando la scoperta di un intero continente rivoluziona radicalmente il nostro «dove» e le esplorazioni successive riempiono rapidamente di nomi le terre incognite delle vecchie pergamene. Con l&#8217;età moderna le lenti di vetro ingigantiscono il cielo, si scoprono nuovi pianeti e in breve tempo certe stelle diventano galassie intere, certe teorie deformano letteralmente il mondo e il «dove» si fa elastico, connesso al tempo, immenso e mutevole.</p>
<p>Cod: 9788833928869</p>
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		<title>La poesia del vivente. Leopardi con noi</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/studi-letterari/la-poesia-del-vivente-leopardi-con-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 08:08:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900 . Letteratura, storia e critica: poesia e poeti . Italiano</p>
<p><b>Autore</b>:	Antonio Prete<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leopardi ci è familiare, molto più di altri classici del canone letterario. Tuttavia &#8211; come a volte accade con gli affetti profondi &#8211; non sapremmo dire tutte le ragioni di questa consonanza. Le letture adolescenti, mediate dalla scuola, lasciano in quelle adulte dei sedimenti che alimentano suggestioni, ma creano anche velature: è il caso del pessimismo, il cui manto «doloristico mette in ombra ambivalenze irriducibili a formule compendiose. Forse perché nessuna categoria critica, per quanto temperata dall&#8217;acume di generazioni di esegeti, sfugge a un certo sentore di convenzione se si espone alla parola leopardiana. Antonio Prete l&#8217;ha interpellata lungo un&#8217;intera esistenza di studioso e di poeta, ed è la sua ininterrotta prossimità ad aiutare la nostra ad articolarsi, a trovare espressione. Sfiorando i testi con rara grazia, Prete ci conduce là dove poesia e pensiero diventano una sola cognizione del mondo, siano i Canti, le Operette morali, lo sconfinato Zibaldone, gli interni d&#8217;anima dell&#8217;Epistolario. In prosa o in versi, un&#8217;identica lingua del sentire, del desiderare e del patire dà voce alla finitudine umana, rinuncia a ogni protezione trascendente e sfida la «spiritualizzazione delle cose che scorpora la vita da se stessa. Continuano ad aggirarsi tra noi, ancora più temibili di allora, i fantasmi della modernità, che Leopardi teneva a bada con un pensiero poetante capace di prestare ascolto alla «singolarità senziente, rammemorante e fantasticante. Un antropologo del concreto, cantore del vivente, terrestre e cosmologico insieme, ci viene qui incontro, preso per mano da un grande interprete.</p>
<p>Cod: 9788833933221</p>
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		<title>Brevi lezioni sul linguaggio</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/linguistica/brevi-lezioni-sul-linguaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 13:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lingua: opere storiche e generali</p>
<p><b>Autore</b>:	Federico Faloppa<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo alcune fonti, nel mondo ci sarebbero oltre settemila lingue vive. In Europa le lingue parlate sarebbero quasi trecento, delle quali una trentina solo in Italia. Effettivamente, trenta lingue per l&#8217;Italia sembrano davvero tante, e molti infatti le «declasserebbero quasi tutte a semplici dialetti. La distinzione tra lingua e dialetto è però tutt&#8217;altro che scontata, e resta comunque il fatto che la nostra penisola, come il resto del mondo, possiede una varietà linguistica sbalorditiva. Dunque, cos&#8217;è una lingua? Da dove viene questa abbondanza? In che cosa, linguisticamente, noi esseri umani siamo così diversi? E in che cosa, soprattutto, siamo simili? Queste sono solo alcune delle domande da cui prende spunto Federico Faloppa in questo libro, un vademecum per addentrarsi nei meandri della comunicazione verbale e dei suoi segreti. Questo libro ha il pregio di introdurre il tema del linguaggio da molteplici punti di vista, per dare a chi lo legge un quadro completo della linguistica contemporanea e della sua irriducibile multidisciplinarietà. Chi oggi studia i fenomeni linguistici, infatti, non può prescindere dagli studi culturali, dalla semantica e dalla storia, ma neppure dall&#8217;anatomia, dall&#8217;evoluzionismo e dalle scienze cognitive. Questa ricchezza si specchia negli interrogativi che percorrono il libro: nasciamo già predisposti al linguaggio o lo apprendiamo per via culturale? Che relazione c&#8217;è tra un suono e il suo significato? Quale meccanismo usiamo per produrre suoni e che cosa succede quando il meccanismo si inceppa? Quanto si aiutano gli esseri umani comunicando a gesti, intonazioni, occhiate? Quante lingue sono in via di estinzione? Stiamo davvero riducendo la «biodiversità linguistica umana? La lingua descrive il mondo o lo crea? Sono tutti temi che incuriosiscono molto, perché parlano di qualcosa che ci tocca nel profondo. La lingua è una componente fondamentale della nostra vita, l&#8217;uso che ne facciamo parla della nostra personalità e del nostro modo di relazionarci agli altri, e sono poche le cose tanto intime per un essere umano come la propria storia e competenza linguistica.</p>
<p>Cod: 9788833929651</p>
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		<title>Lettere d&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 07:09:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Autobiografie: scienziati, tecnologi, ingegneri . DIARI E LETTERE . FISICA . Classici</p>
<p><b>Autore</b>:	Albert Einstein , Mileva Maric , Marina Premoli<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Albert Einstein conosce Mileva Maric nel 1896, al Politecnico di Zurigo, dove entrambi studiano fisica. È l&#8217;inizio di un sodalizio umano e intellettuale tra due giovani aspiranti scienziati che presto sfocia in un&#8217;appassionata relazione e, nel 1903, nel matrimonio. Alla compagna di studi «forte e indipendente il giovane scienziato confida sogni, progetti, speranze e disillusioni; sono le tappe, spesso sofferte, di una maturazione emotiva e intellettuale che lo porterà alle grandi scoperte del 1905, vere «rivoluzioni concettuali del nostro secolo. Mileva, lungi dall&#8217;essere quella pallida ombra tramandataci dalle biografie di Einstein, non è certo estranea alla straordinaria progressione creativa del compagno, con il quale condivide molti interessi scientifici, aiutandolo come lui stesso ammise a risolvere i suoi «problemi matematici. Dalle lettere &#8211; che coprono l&#8217;arco di tempo che va dal 1897 al 1903, poco dopo il loro matrimonio &#8211; emergono anche i conflitti con gli altri scienziati, le costanti preoccupazioni per la ricerca di un posto di lavoro e le difficoltà incontrate dalla coppia che culmineranno con la nascita della figlia illegittima Lieserl e indeboliranno progressivamente il legame tra i due. Una testimonianza fondamentale che documenta un&#8217;intesa intellettuale e umana e che rivela un Albert Einstein sconosciuto al grande pubblico, per una volta ottimista, fiducioso nella vita, colto nel pieno degli anni giovanili, poco prima di diventare il genio iconico e il patriarca della fisica del XX secolo.</p>
<p>Cod: 9788833934037</p>
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		<title>Ancora dodici chilometri. Migranti in fuga sulla rotta alpina</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/societa-comunicazione-mass-media/ancora-dodici-chilometri-migranti-in-fuga-sulla-rotta-alpina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 12:19:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Migrazioni, immigrazione, emigrazione . Reportage e raccolte giornalistiche . Italia . Alpi</p>
<p><b>Autore</b>:	Maurizio Pagliassotti , Andrea Bajani<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I giornali la chiamano «la rotta alpina, anche se ne parlano solo in occasione di qualche fatto straordinario: il ritrovamento di un cadavere, la dichiarazione di un politico, lo sconfinamento accidentale di una pattuglia francese. Sono i dodici chilometri che separano Claviere, l&#8217;ultimo paese italiano prima del confine, dalla cittadina francese di Briançon, attraverso il passo del Monginevro. Da quei dodici chilometri passa un&#8217;intera umanità che cerca la salvezza come i polmoni cercano l&#8217;aria. È un&#8217;umanità che non si può fermare, che non conosce ostacoli, infinitamente più forte e motivata di noi. Il loro percorso è iniziato mesi prima, a molte migliaia di chilometri di distanza. Dal ventre dell&#8217;Africa, masse di uomini e donne in fuga da guerra e fame, senza nulla da perdere, hanno affrontato la savana, hanno attraversato il Sahara, sono stati rinchiusi e torturati nei campi di internamento libici, sono saliti su barconi a malapena in grado di stare a galla e sono poi stati trattenuti in centri di raccolta italiani. Poi, alla spicciolata, sono arrivati fin quassù, a Claviere, in fuga anche da un&#8217;Italia che non li vuole e in cerca di un nuovo inizio, proprio come fecero, su quegli stessi dodici chilometri, i nostri emigrati del dopoguerra. In questo libro, Maurizio Pagliassotti ci racconta senza pudore quei sentieri alpini dopo averli setacciati per anni, per il suo mestiere di cronista e per spirito di cittadinanza. Attorno a quel percorso si mettono in mostra la condizione umana, le piccolezze, le miserie, le violenze, e insieme i grandi gesti d&#8217;amore e di giustizia. Ciò che resta, su quella striscia di confine e nei lettori di questo libro così lancinante perché vero, sono le ipocrisie dei mille discorsi d&#8217;occasione, le contraddizioni delle politiche sulla migrazione e l&#8217;evidenza, spietata, di uno snodo storico epocale. Prefazione di Andrea Bajani.</p>
<p>Cod: 9788833933030</p>
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		<title>Storia e pratica del silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 08:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia culturale e sociale . Cultura e società</p>
<p><b>Autore</b>:	Remo Bassetti<br />
<b>Editore</b>:	Bollati Boringhieri<br />
<b>Collana</b>:	Nuova cultura. Introduzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia del silenzio probabilmente non si può urlare (non sarebbe coerente), ma si può forse leggere, con quell&#8217;attitudine meditativa e piacevolmente ovattata che si trova anche sulla copertina di questo volume. Questo inno alla fuga dai rumori del mondo, nell&#8217;immersione senza suoni di una buona lettura, non è tuttavia una pratica così antica, dal momento che almeno fino al Duecento la maggior parte dei libri veniva letta a voce alta. Ma il silenzio non è solo un&#8217;attitudine personale verso la quale siamo più o meno portati. Ci sono molte forme di silenzio sociale, parecchie delle quali hanno regole stabilite, e ci sono silenzi carichi di significati, altri che non vogliono dire nulla o sono ambigui e altri ancora le cui conseguenze possono essere molto gravi. È in questo universo dei tanti silenzi che Remo Bassetti ci accompagna, additandoci forme di non-parola e di non-suono che si rivelano ricche di senso come mai avremmo sospettato. Nelle sue pagine, Storia e pratica del silenzio non tralascia nulla, dal silenzio del Big Bang alla biblica «voce di silenzio sottile», dal fecondo campo del silenzio orientale alle diverse attitudini con cui antichi e moderni hanno taciuto. Troveremo però anche i silenzi forzati, come quello della sordità o quello del lettino dello psicoanalista, i molti silenzi d&#8217;amore e l&#8217;omertà violenta del malvivente, fino a toccare il denso, indicibile silenzio assoluto del Lager. Con questo taciturno bagaglio storico, si affrontano poi la modernità, il silenzio del web, della politica, della stampa, del cinema e dell&#8217;arte, per tentare infine un&#8217;operazione che probabilmente è unica nel suo genere: la costruzione di una Grammatica del silenzio. Si conclude con l&#8217;elaborazione pratica di dieci tesi originali sul buon silenzio, dalle quali ciascuno, posato il libro, potrà trarre conclusioni o iniziare percorsi, ma certamente rivaluterà il reietto mondo privo di onde acustiche, così poco sondato prima d&#8217;ora.</p>
<p>Cod: 9788833931906</p>
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