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	<title>Einaudi. Storia - Shop - Diffusione del Libro</title>
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	<title>Einaudi. Storia - Shop - Diffusione del Libro</title>
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		<title>Il fascismo delle cose. Oggetti e consumi nel Ventennio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:07:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia culturale e sociale . Cultura materiale . Storia d'Italia . Storia del 20. Secolo dal 1900 al 2000 . Italia . Primo dopoguerra, 1918-1939</p>
<p><b>Autore</b>:	Emanuela Scarpellini<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/il-fascismo-delle-cose-oggetti-e-consumi-nel-ventennio/">Il fascismo delle cose. Oggetti e consumi nel Ventennio</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;importanza del «fascismo delle cose: i piccoli oggetti materiali della quotidianità, quelli che segnano l&#8217;orizzonte di tutti i giorni, semplici e familiari, come beni di consumo, medicine, monete, francobolli, tessere. Da alcuni anni è tornata una grande attenzione sulla storia del fascismo. Questo libro affronta il ruolo giocato in esso dalla cultura materiale. La visuale adottata qui con perizia da Emanuela Scarpellini non è però centrata su grandi monumenti o opere d&#8217;arte, ma è del tutto inedita: mette a fuoco i piccoli oggetti della quotidianità, quelli che segnano l&#8217;orizzonte di tutti i giorni, semplici e familiari, come beni di consumo, medicine, monete, francobolli. Un esempio ne sono i consumi coloniali, i primi che vengono alla mente parlando di oggetti materiali legati al fascismo, e tra questi il caffè, che iniziò a diventare un prodotto «italiano, e il tabacco, che conobbe un&#8217;enorme diffusione grazie alle sigarette. Senza dimenticare cioccolato, tè e altri beni, tutti considerati nella loro dimensione sensoriale. Un universo variegato che racconta una storia non sempre coincidente con quella «alta delle cose importanti, riservando a volte conferme, a volte sorprese. La tesi di questo libro è che bisogna considerare, dal punto di vista storiografico, anche le cose minute di tutti i giorni, i piccoli oggetti senza valore intorno a noi, perché è pure attraverso di loro che ha preso vita una sofisticata costruzione sociale: anche tra le pieghe della quotidianità si sono insinuati infatti discorsi politici. In modo quasi inavvertibile, però, creando un&#8217;abitudine, in grado di durare nel tempo senza un vaglio critico esplicito. Rispetto alla propaganda fascista gridata che ben conosciamo, potremmo parlare di una forma di «propaganda debole, a bassa intensità, ma diffusa, costante, capace di far circolare simboli e forme, passando attraverso la dimensione sensoriale. Gli oggetti qui considerati sono necessariamente una selezione, scelti tra quelli piú diffusi e di poco valore, presenti giornalmente nell&#8217;esperienza di tutti o quasi. Si tratta di beni seriali, ordinari, che acquistano significato soprattutto nella fase del consumo. Sono i beni inerenti all&#8217;igiene, alla cura del corpo, attorno a cui ruotarono importanti strategie politiche che si intersecarono con la nascente cultura dei consumi e dello spettacolo. Tra i prodotti alimentari, sono quelli che rimandano all&#8217;esperienza del regime, e quindi i «coloniali: caffè, tè, spezie, oltre al tabacco, tutti al centro di profonde trasformazioni culturali. E poi ci sono gli oggetti prodotti dallo Stato, come soldi, francobolli e documenti; e quelli legati direttamente al partito fascista: distintivi, medaglie, tessere. Un universo variegato che racconta una storia intessuta di «cose , di esperienze sensoriali e di relazioni mediate da reti complesse, nelle quali persone e cose si intrecciano.</p>
<p>Cod: 9788806273019</p>
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		<title>Il primo fascista. Storia e leggenda di un precursore</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 11:10:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia: specifici eventi e argomenti . Storia d'Europa . Fascismo e Nazismo . Francia . dal 1800 al 1900</p>
<p><b>Autore</b>:	Sergio Luzzatto<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Certi personaggi del passato &#8211; anche quelli oggi più dimenticati &#8211; sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall&#8217;Europa all&#8217;America, dall&#8217;Asia all&#8217;Africa, con la baldanzosa energia e l&#8217;insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell&#8217;insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, &#8220;Il primo fascista&#8221; illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt&#8217;oggi ci circondano. Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l&#8217;Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della «destra rivoluzionaria perseguirono l&#8217;obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l&#8217;economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui &#8211; sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada &#8211; colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di «fascismo. Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d&#8217;Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano «marchese socialista  si impose sulla ribalta politica di Parigi con l&#8217;arte del circuire e dell&#8217;intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l&#8217;anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l&#8217;«affaire Dreyfus. La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un&#8217;alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell&#8217;occupazione nazista.</p>
<p>Cod: 9788806264918</p>
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		<title>I treni dell&#8217;accoglienza. Infanzia, povertà e solidarietà nell&#8217;Italia del dopoguerra 1945-1948</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/i-treni-dellaccoglienza-infanzia-poverta-e-solidarieta-nellitalia-del-dopoguerra-1945-1948/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 13:57:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia: specifici eventi e argomenti . Storia d'Italia . Storia del 20. Secolo dal 1900 al 2000 . Seconda Guerra Mondiale . Italia . Seconda Guerra Mo ...</p>
<p><b>Autore</b>:	Bruno Maida<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/i-treni-dellaccoglienza-infanzia-poverta-e-solidarieta-nellitalia-del-dopoguerra-1945-1948/">I treni dell&#8217;accoglienza. Infanzia, povertà e solidarietà nell&#8217;Italia del dopoguerra 1945-1948</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 1945 e il 1948 l&#8217;Unione donne italiane e il Partito comunista organizzano un trasferimento di massa di decine di migliaia di bambini provenienti da famiglie povere di diverse parti d&#8217;Italia, prima da Milano e Torino, poi in gran parte dal Mezzogiorno, portandoli in zone dove le condizioni di vita sono relativamente migliori. L&#8217;Emilia-Romagna è l&#8217;area che ne accoglie il maggior numero, ma è coinvolta buona parte delle regioni italiane. L&#8217;operazione è pensata per consentire all&#8217;infanzia povera di affrontare i mesi invernali, i più difficili per le condizioni alimentari e climatiche. Spesso però i bambini si fermano per periodi più lunghi, a volte tornano negli anni successivi e alcuni decidono di restare con le famiglie che li hanno accolti. Questi treni, chiamati «treni della felicità», sono il simbolo di una complessa operazione di assistenza all&#8217;infanzia nella quale, nei primi anni del dopoguerra, è impegnato un gran numero di organizzazioni nazionali e internazionali, partiti, sindacati, enti pubblici e privati, laici e confessionali. È un crocevia nella storia di solidarismo dell&#8217;Italia novecentesca ma è al contempo il luogo in cui si intrecciano quattro significative questioni che segnano il secondo dopoguerra: la povertà come categoria economico-sociale; le politiche di assistenza per l&#8217;infanzia; il protagonismo femminile in una difficile lotta tra passato e presente; e le modalità con cui il Partito comunista traduce nella società il suo progetto di partito nuovo e nazionale.</p>
<p>Cod: 9788806246365</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/i-treni-dellaccoglienza-infanzia-poverta-e-solidarieta-nellitalia-del-dopoguerra-1945-1948/">I treni dell&#8217;accoglienza. Infanzia, povertà e solidarietà nell&#8217;Italia del dopoguerra 1945-1948</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<title>Jena 1800. La repubblica degli spiriti liberi</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/jena-1800-la-repubblica-degli-spiriti-liberi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 14:56:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia culturale e sociale . Storia d'Europa . FILOSOFIA . Germania . dal 1800 al 1900</p>
<p><b>Autore</b>:	Peter Neumann , Rossana Lista<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/jena-1800-la-repubblica-degli-spiriti-liberi/">Jena 1800. La repubblica degli spiriti liberi</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Jena, nel 1800, è l&#8217;epicentro intellettuale e culturale della Germania. La città non conta neppure cinquemila abitanti, circa un quinto dei quali studenti. Una città che si trova al centro del ducato di Sassonia-Weimar, in una conca tra ripidi pendii di calcare conchilifero, e vive dell&#8217;Università, di artigianato e di commercio. Jena è dunque una piccola cittadina, eppure attira tutti coloro che hanno rango e nome oppure che sperano di ottenerli un giorno. Qui, come si sente dire in quasi tutta Europa, è la vera residenza dello spirito. L&#8217;Accademia di Platone oggi si trova sulla Saale, il fiume della città. Dal 1794 dimora qui Johann Gottlieb Fichte, un ardente seguace della nuova filosofia, la filosofia critica, Da Königsberg Kant ha suscitato non meno di un terremoto filosofico. La &#8220;Critica della ragion pura&#8221;, apparsa a Riga nel 1781, è l&#8217;opera del momento. La critica kantiana della ragione scuote il mondo dello spirito. Tuttavia, per il momento, il libro si impolvera sugli scaffali. Soltanto a Jena, alla fine degli anni Ottanta, riceve l&#8217;attenzione che gli spetta: qui sarà letto, discusso e commentato, qui comincia la sua marcia trionfale. Come un&#8217;onda d&#8217;urto il pensiero critico afferra il continente europeo e getta lo spirito in una crisi dalla quale può liberarsi soltanto da sé. Ciò che lì, a Parigi, viene rovesciato dalla Rivoluzione reale, quella politica, qui viene violentemente scardinato dalla Rivoluzione ideale, quella filosofica: i vecchi sistemi di persuasione non valgono più. Kant è la nuova epoca. E Fichte il suo messia.</p>
<p>Cod: 9788806244026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/jena-1800-la-repubblica-degli-spiriti-liberi/">Jena 1800. La repubblica degli spiriti liberi</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<title>L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/linfanzia-nelle-guerre-del-novecento/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 09:14:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia culturale e sociale . Storia d'Europa . Storia del 20. Secolo dal 1900 al 2000 . EUROPA . 20. Secolo</p>
<p><b>Autore</b>:	Bruno Maida<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/linfanzia-nelle-guerre-del-novecento/">L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c&#8217;è il corpo senza vita di qualcuno oppure un veicolo brucia. Metafora di una vita sospesa, l&#8217;assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle. La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne faccia esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell&#8217;identità. Lo è ancora di più per l&#8217;infanzia per la quale, nella stratificazione delle diverse età che la compongono, la guerra coincide con il tempo della formazione, della definizione di se stessa, della costruzione di un proprio sguardo sul mondo. Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, rimasti soli oppure, al contrario, attraversino il tempo della guerra protetti e non invasi dagli effetti più laceranti, i bambini sono stati in ogni caso sempre più coinvolti e condizionati dai conflitti armati del Novecento e gettati sulla scena fino a trasformarsi, nella seconda metà del secolo, in veri e propri combattenti. E ciò è accaduto all&#8217;interno di un paradosso: all&#8217;affermarsi e al diffondersi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un&#8217;attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell&#8217;infanzia.</p>
<p>Cod: 9788806218980</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/linfanzia-nelle-guerre-del-novecento/">L&#8217;infanzia nelle guerre del Novecento</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<title>Un volgo disperso. Contadini d&#8217;Italia nell&#8217;Ottocento</title>
		<link>https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/un-volgo-disperso-contadini-ditalia-nellottocento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 11:02:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia culturale e sociale . Comunità rurali . Storia d'Italia . Storia contemporanea dal 1700 al 1900 . Italia . dal 1800 al 1900</p>
<p><b>Autore</b>:	Adriano Prosperi<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/un-volgo-disperso-contadini-ditalia-nellottocento/">Un volgo disperso. Contadini d&#8217;Italia nell&#8217;Ottocento</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali erano le condizioni di vita dei lavoratori della terra nelle campagne italiane dell&#8217;Ottocento? Pierre Bourdieu ha coniato per i contadini la definizione di «classe oggetto», che inevitabilmente si affaccia in questo libro. Essa esprime la loro subalternità nella storia europea dei secoli scorsi: individui rappresentati da altri, oggetto di commiserazione o paura per ribadirne la condizione subalterna. Quella classe fu cancellata dalla cultura dominante anche perché priva dei mezzi per farsi conoscere. Nel secolo XIX inchieste, statistiche e topografie sanitarie misero davanti all&#8217;opinione pubblica rappresentazioni della realtà contadina che aprirono un conflitto interno agli schieramenti politici. Tornare sui contadini dell&#8217;Ottocento costringe a varcare un tempo tanto breve nel computo delle generazioni quanto remotissimo nelle rappresentazioni culturali. La vigente strutturazione del racconto storico misura la nostra distanza dal passato con la scansione delle epoche. Cosí l&#8217;età del Risorgimento si è guadagnata una sua dimensione che l&#8217;allontana da noi. Eppure quel secolo XIX e quella storia dell&#8217;Italia di allora ci compaiono davanti come una presenza familiare se solo la misuriamo con le generazioni dei nostri personali antenati. Ma il tempo dei nostri bisavoli era davvero vicino al nostro? E quanto regge quell&#8217;articolazione scolastica del disegno del passato che lo ha inserito nell&#8217;epoca che chiamiamo contemporanea? Questa è la domanda che ci accompagnerà nel viaggio attraverso le fonti ottocentesche di &#8220;Un volgo disperso&#8221;.</p>
<p>Cod: 9788806240097</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/un-volgo-disperso-contadini-ditalia-nellottocento/">Un volgo disperso. Contadini d&#8217;Italia nell&#8217;Ottocento</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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		<title>L&#8217;impero in quota. I romani e le Alpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 14:44:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Storia antica: fino al 500 d.C. . Antica Roma . Alpi</p>
<p><b>Autore</b>:	Silvia Giorcelli Bersani<br />
<b>Editore</b>:	Einaudi<br />
<b>Collana</b>:	Einaudi. Storia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/limpero-in-quota-i-romani-e-le-alpi/">L&#8217;impero in quota. I romani e le Alpi</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Alpi sono state un territorio, per molti aspetti esemplare, di radicali trasformazioni politiche, sociali e culturali nei secoli in cui si è dispiegata la civiltà romana. Prioritario a qualunque discorso storico è comprendere la visione che gli antichi Romani avevano delle Alpi e dei popoli che le abitavano: luoghi marginali, difficili e inospitali; barriere a difesa di Roma e della penisola; cerniere di comunicazione con la realtà transalpina; spazi estremi ove il sacro e il sacrilego si incontravano; attraversamenti imperiali carichi di implicazioni geopolitiche; vettori di comunicazioni, di commerci, di idee; luoghi di resistenza a difesa del territorio. Questo volume non ha una sequenza cronologica. Esso segue l&#8217;indispensabile snodarsi storico degli eventi importanti con approfondimenti sulla vita materiale, sulle mentalità, sulle strutture sociali, economiche e religiose entro cui si sono formati e hanno operato uomini e donne vissuti nel territorio alpino. I Romani hanno scritto un capitolo importante nella storia delle Alpi. Anche se a loro non piacevano affatto: troppo alte, troppo fredde, troppo lontane dal mare Mediterraneo e da Roma. Per ragioni politiche e strategiche essi decisero di occuparle, abbastanza tardi nella loro storia, per riuscire a valicarle in sicurezza e completare la costruzione del loro grande impero. Il baluardo inaccessibile che, in origine, costituiva il confine netto e la presunta naturale protezione dell&#8217;Italia diventò progressivamente un luogo di passaggio frequentato. La conquista non si tradusse nella mera occupazione militare di un territorio sottratto con le armi ai popoli che lo abitavano. Ben presto i Romani compresero che le Terre Alte, in apparenza «naturalmente» svantaggiate, potevano essere utili non solo dal punto di vista del controllo territoriale ma anche come serbatoio di materie prime e come potenziali incubatori di sviluppo economico. In tale prospettiva, la montagna, all&#8217;inizio soltanto episodicamente attraversata, diventò più appetibile e i rari spazi di abitabilità furono progressivamente sottoposti a un&#8217;opera capillare e sistematica di addomesticamento. Nei secoli della conquista le Alpi diventarono il teatro di avventure umane quasi in stile Far West rappresentando un&#8217;opportunità concreta per uomini spregiudicati alla ricerca di fortuna, per coloni italici trapiantati nelle città alpine, per imprenditori che fondarono le loro attività nelle valli e nelle aree collinari prealpine.</p>
<p>Cod: 9788806235130</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/scienze-sociali-e-umane-2/storia/limpero-in-quota-i-romani-e-le-alpi/">L&#8217;impero in quota. I romani e le Alpi</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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