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	<title>Giuseppe Berto - Shop - Diffusione del Libro</title>
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	<title>Giuseppe Berto - Shop - Diffusione del Libro</title>
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		<title>La cosa buffa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Sep 2023 09:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>NARRATIVA MODERNA E CONTEMPORANEA (DOPO IL 1945)</p>
<p><b>Autore</b>:	Giuseppe Berto<br />
<b>Editore</b>:	Neri Pozza<br />
<b>Collana</b>:	Bloom</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio, il protagonista de &#8220;La cosa buffa&#8221; di Giuseppe Berto, pubblicato nel 1966, due anni dopo &#8220;Il male oscuro&#8221;, è convinto che il dubitare delle donne sia il modo migliore per vivere i sentimenti. Nello scenario di una Venezia minore, preziosa, lontana dai flussi turistici e autentica, Berto racconta gli amori di Antonio, un personaggio che per la verità gli somiglia molto. Il protagonista di questo libro è un provinciale, viene da un paesino dell&#8217;entroterra, è uno studente universitario fuori corso, di umili origini, e trascorre i suoi giorni a ragionare di continuo di sé stesso, a rivedere infinite volte le sue decisioni, anche le più insignificanti. Antonio si innamora di Maria: una ragazza ricca, figlia di un piccolo armatore di Venezia, incontrata per caso alle Zattere. Lei ha poco meno di vent&#8217;anni, è timida, senza esperienza, ma è subito coinvolta da un sentimento che neanche immaginava di vivere. E Antonio, pochi giorni dopo che si sono conosciuti, progetta già il loro matrimonio, perché il suo desiderio è quello di vivere la sua intera vita con Maria. Ma i suoi modi incoerenti, fatti di trasporto passionale e di continui ripensamenti, sommati all&#8217;opposizione della famiglia di lei, lo costringono a lasciarla. Ma il dolore della separazione passa in fretta. E Antonio finisce per dedicarsi, assai alla svelta, a un&#8217;altra donna conosciuta in un caffè veneziano: Marica, ungherese di costumi assai dubbi per non dire facili. Anche nei suoi confronti, il giovane studente ha una folgorazione. Dimenticata Maria, sarà Marica la donna da sposare, con la quale progettare una vita umile eppure soddisfacente. La ragazza ungherese però lo lascerà poco dopo aver ricevuto un costoso anello di fidanzamento e si rivelerà ben diversa da quella che lui immaginava. In questo spietato romanzo, Berto ci consegna un personaggio difficile da dimenticare, un antieroe leggero e tormentato, ostinato e volubile: indagando magistralmente, con ferocia e ironia, le contraddizioni dell&#8217;animo umano.</p>
<p>Cod: 9788854514331</p>
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		<title>Il brigante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 May 2023 13:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>NARRATIVA MODERNA E CONTEMPORANEA (DOPO IL 1945)</p>
<p><b>Autore</b>:	Giuseppe Berto<br />
<b>Editore</b>:	Neri Pozza<br />
<b>Collana</b>:	Bloom</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1951, l&#8217;anno in cui pubblica &#8220;Il brigante&#8221;, Berto è già uno scrittore affermato. I due libri precedenti, &#8220;Il cielo è rosso&#8221; e &#8220;Le opere di Dio&#8221;, composti nell&#8217;isolamento del campo di prigionia di Hereford e apparsi tra il 1947 e il 1948, erano stati accolti favorevolmente in Italia e all&#8217;estero, dove la stampa non aveva mancato di accostare lo scrittore ai maestri del neorealismo cinematografico italiano. Con &#8220;Il brigante&#8221;, Berto decide dunque di rendere aperto omaggio al romanzo al cui centro vi siano scottanti problemi sociali &#8211; dirà successivamente di aver scritto un libro «marxista -, alla maniera dei narratori che, come mostra Gabriele Pedullà nello scritto che accompagna questa edizione, orbitano, in quella stagione letteraria, «attorno a Elio Vittorini e si riconoscono genericamente in un movimento neorealista dalle molte facce diverse. Traendo ispirazione da un fatto di cronaca, Berto narra la vicenda di Michele Renda, giovane reduce di guerra che, tornato nel villaggio natio tra i monti della Calabria, ingiustamente accusato di omicidio, si dà alla macchia e diventa un brigante. Una storia che consente all&#8217;autore del &#8220;Cielo è rosso&#8221; di porre in risalto «il conflitto assoluto di Bene e di Male, lo scandalo della virtú perseguitata, la riscossa delle vittime innocenti (Gabriele Pedullà), e di comporre pagine particolarmente felici sulla vita delle campagne calabresi in un momento di radicale trasformazione. Come, tuttavia, Berto farà notare nella prefazione all&#8217;edizione del 1974, &#8220;Il brigante&#8221; non è un romanzo interamente ascrivibile al neorealismo, al movimento culturale, cioè, che mirava alla «rigenerazione morale del paese e al «raggiungimento d&#8217;una decente giustizia sociale. Michele Renda, il suo protagonista, è un «sorpassato, un uomo «indissolubilmente legato al mondo arcaico dell&#8217;odio, del tradimento, della vendetta e la comunità in cui si muove, animata da dicerie, è quanto di piú lontano dal grande mito della «comunità organica. In realtà, gli elementi psicologici propri della scrittura di Berto, quelli che troveranno la loro massima espressione nel Male oscuro, sono già presenti in questo romanzo in cui un eroe, estraneo e irriducibile al suo mondo, è mosso da un universo interiore nel quale bene e male sono divisi soltanto da un esile filo. Nel 1961, Renato Castellani trasse dal Brigante un film giudicato da Berto il migliore di tutti i film tratti dai suoi romanzi, e dalla critica odierna un capolavoro della cinematografia italiana.</p>
<p>Cod: 9788854514614</p>
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		<title>Guerra in camicia nera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 09:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Narrativa ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale</p>
<p><b>Autore</b>:	Giuseppe Berto<br />
<b>Editore</b>:	Neri Pozza<br />
<b>Collana</b>:	Bloom</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A me piace molto. È sotto forma di diario e succede in Africa. Si capisce bene cos&#8217;è statala guerra in Africa, cos&#8217;è una guerra persa, si capisce perfino cos&#8217;era il fascismo. Così Natalia Ginzburg, in una lettera a Italo Calvino del 1954, sollecitò la pubblicazione di &#8220;Guerra in camicia nera&#8221; presso la casa editrice Einaudi, per conto della quale lavorava. Un giudizio che coglieva perfettamente l&#8217;intento dell&#8217;opera di Berto: narrare della «guerra persa, della guerra in camicia nera, per non rimuovere dalla memoria collettiva il destino di una generazione condotta alla disfatta dalla tirannia. Il romanzo fu pubblicato nel 1955 non da Einaudi, ma da Garzanti, e il giudizio della Ginzburg, nella società letteraria del tempo, fu largamente minoritario. Come nota Domenico Scarpa nell&#8217;introduzione a questa edizione del romanzo, era prevedibile che le cose andassero così, «qualsiasi cosa raccontasse, qualsiasi argomentazione sviluppasse il libro del futuro autore del &#8220;Male oscuro&#8221;. Berto ritorna sugli eventi del 1942-43 nella forma propria dell&#8217;invenzione romanzesca, tuttavia i fatti da lui narrati erano stati da lui realmente vissuti. Nel 1942 raggiunse Misurata come combattente volontario del VI Battaglione Camicie Nere Africa Settentrionale. Dopo El Alamein e la rovinosa battaglia di El Hamma in Tunisia, si unì al X Battaglione Camicie Nere «m, col quale passò gli ultimi giorni della guerra in Africa, fino alla cattura avvenuta il 13 maggio 1943. Che questa tragica vicenda di combattente in camicia nera non fosse sepolta nell&#8217;armadio della storia, ma riaffiorasse in un&#8217;opera narrativa, poteva apparire, nel 1955, inopportuno a un paese desideroso di lasciarsi definitivamente alle spalle il passato. La società letteraria del tempo, a eccezione della Ginzburg, di Calvino e di pochi altri, non si avvide tuttavia che, ritornando sulla sua storia di soldato in camicia nera, Berto, con le armi dell&#8217;ironia e dell&#8217;umorismo &#8211; «l&#8217;unica via che io potessi seguire per liberarmi dalla retorica dichiarò in un&#8217;intervista a Vigorelli del 1964 -, avanzava una feroce, dissacrante denuncia della «faziosità, illiberalità, violenza del fascismo. Come scrive Domenico Scarpa nell&#8217;introduzione, non vi sono infatti pagine migliori di Guerra in camicia nera in cui ci sia dato assistere, quasi in presa diretta, alla vita quotidiana del fascismo e dei suoi uomini, a quel «clima di formalismi superficiali e di complicità incistate, di furberie piccine in mezzo a cose troppo grandi, di ottusità corporativa e di ordini e contrordini che arrivano a pioggia e che sono ugualmente insensati, ma soprattutto di ladruncoleria e di burocratismo sudaticcio, stazzonato, imbrillantinato, cialtrone.</p>
<p>Cod: 9788854514591</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.diffusionedellibro.com/prodotti/narrativa-biografie-e-storie-vere/avventura/guerra-in-camicia-nera/">Guerra in camicia nera</a> proviene da <a href="https://www.diffusionedellibro.com">Diffusione del Libro</a>.</p>
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