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	<title>Émile Durkheim , Alessandro Pizzorno , Fulvia Airoldi Namer - Shop - Diffusione del Libro</title>
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	<title>Émile Durkheim , Alessandro Pizzorno , Fulvia Airoldi Namer - Shop - Diffusione del Libro</title>
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		<title>La divisione del lavoro sociale</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 10:56:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sociologia del lavoro e dell'impiego . Classici</p>
<p><b>Autore</b>:	Émile Durkheim , Alessandro Pizzorno , Fulvia Airoldi Namer<br />
<b>Editore</b>:	Il Saggiatore<br />
<b>Collana</b>:	La cultura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con &#8220;La divisione del lavoro sociale&#8221; il Saggiatore riporta in libreria la prima opera di Émile Durkheim, padre della sociologia. Al centro di questo grande classico c&#8217;è uno dei temi più dibattuti e fertili per gli studi sulla modernità: la relazione tra individui e collettività. La società moderna comporta una differenziazione estrema di funzioni e mestieri: come può mantenere la necessaria coerenza intellettuale e morale? E, in generale, come può un gruppo di individui costituire una società? Le categorie che Durkheim ha forgiato per rispondere a questi interrogativi &#8211; dal concetto di coscienza collettiva alle distinzioni tra solidarietà meccanica e solidarietà organica, e tra società segmentarie e società in cui compare la distinzione del lavoro &#8211; concorrono a delineare un innovativo punto di vista olistico sui fatti sociali: la sociologia si fonda sulla priorità del tutto sulle parti, e il sistema sociale è irriducibile alla somma dei suoi elementi. È l&#8217;individuo a nascere dalla società, non la società dagli individui, poiché l&#8217;individuo è espressione della collettività. Per Durkheim, dunque, la divisione del lavoro struttura tutta la società, e non può essere ridotta alla mera organizzazione tecnica o economica delle attività produttive, come sembrano credere gli economisti. La differenziazione sociale, fenomeno caratteristico delle società moderne, è la condizione creatrice della libertà individuale. Ma è ingenuo credere che il progresso economico sia fonte di felicità: anche nei momenti di crescita la divisione del lavoro sociale può manifestarsi in forme patologiche. Insorge allora l&#8217;anomia, quello stato di dissonanza tra le aspettative di ciascuno e la realtà vissuta che ben presto si diffuse nelle società industriali: un concetto che &#8211; coniato da Durkheim per descrivere le contraddizioni della modernità &#8211; resta tra i più utili per indagare anche i malesseri della società del XXI secolo. Introduzione di Alessandro Pizzorno.</p>
<p>Cod: 9788842827498</p>
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